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SARDEGNA

Province = Cagliari, Nuoro, Oristano, Sassari | Capoluogo = Cagliari | Superficie = Kmq 24090

Costa OVEST Costa NORD Costa EST Costa SUD ISOLE Scorci di
SARDEGNA


La Sardegna, collocata nel centro del Mar Mediterraneo, coi suoi circa 1800 chilometri di coste rappresenta, per la posizione geografica e per la sua Storia, una delle destinazioni più ambite per gli appassionati degli sport nautici e per chi usa trascorrere le proprie vacanze al mare. Il mare di questa grande isola mediterranea (seconda solamente alla vicina Sicilia per grandezza) è tra i più belli e trasparenti che si possano vedere al mondo. Anche chi non ha la possibilità di viaggiare per mare può benissimo godere delle acque più trasparenti del Mediterraneo, e tuffarsi in libertà in questo pescosissimo mare i cui fondali sono ricchi di ogni tipo di fauna e flora marina. Le differenze profonde delle diverse regioni dell'Isola che la rendono simile ad un Continente, sottolineano l'unicità del paesaggio sardo. Si possono ammirare non solo le lunghe spiagge di rena finissima, ma anche rocce di natura trachitica oppure falesie calcaree, graniti e scure masse di schisti, immersi negli inconfondibili profumi della macchia mediterranea che caratterizza quasi tutto il paesaggio sardo. Portati dal vento giungono facilmente i profumi del mirto, del corbezzolo, del rosmarino e del ginepro selvatico, aromi che invitano a fermarsi in uno dei tanti approdi dell'isola, non solo per una sosta ma anche per una escursione verso l'interno della regione, per la visita di un nuraghe o, più semplicemente, per fare amicizia con la gente del luogo. E' infatti nota la grande e spontanea ospitalità dei sardi che, come tutti gli isolani, hanno sempre sete di contatti con il mondo esterno. Chi avrà fatto questa scelta non solo scoprirà di aver conosciuto uno dei luoghi più belli e originali, ma ricorderà certamente a lungo l'esperienza di una vacanza in una Sardegna che si offre al suo visitatore anche dal punto di vista gastronomico e artigianale, con i tanti piatti della cucina dei pastori o del mare e gli artistici manufatti come tappeti, cestini, ceramiche ed oggetti in filigrana d'oro.


COMUNICAZIONI
L'isola è collegata all'Italia grazie ai traghetti che fanno capo ai porti di Olbia, Porto Torres, Golfo degli Aranci, Arbatax e Cagliari. La rete stradale è già molto efficiente, ma con il gran afflusso di turismo e lo sviluppo della città, si sta ampliando. La costruzione di una superstrada mette in collegamento Cagliari-Oristano-Sassari-Porto Torres e con le reti secondarie raggiunge anche i centri secondari più interni. La rete ferroviaria si limita a mettere in comunicazione i centri urbani più sviluppati: la conformazione del terreno ne ostacola la costruzione di altri tratti. Gli aeroporti più importanti sono quelli di Elmas vicino a Cagliari, Fertilia a pochi chilometri da Alghero e Venafiorita nei pressi di Olbia.


IL TERRITORIO
La Sardegna è una regione con un suo particolare e unico aspetto. Il panorama che vive queste zone può essere identificato nelle Dolomiti, oppure, le strade sembrano quelle della Spagna. Una cosa è certa: questa Regione ha mille volti sempre diversi l'uno dall'altro. La vegetazione è composta da distese d'erba e pietre, da querce da sughero, ulivi e palme, stagni popolati da fenicotteri, fino ad incrociare animali come cinghiali e cervi. Il territorio è prevalentemente montuoso e collinoso, dove si aprono larghissime valli verdi con tutte più svariate sfumature. Le poche aree pianeggianti sono circondate dalle colline. Rinchiuse da enormi blocchi di roccia, appaiono lunghissime spiagge di sabbia bianca e rosa. Partendo da nord e spostandosi da Punta Falcone fino a Capo Comino la costa è molto frastagliata e ricca di insenature con delle piccole baie. Qui si trova il Golfo d'Olbia. Da Capo Comino a Capo Carbonare la costa è quasi tutta lineare, ed è interrotta solo dal Golfo di Orosei. Tra Capo Falconara e Capo Spartivento si apre il Golfo di Cagliari. Tutta la costa occidentale, da Capo Teulada a Capo d'Argentiera è molto più complessa. Il più grande golfo è quello di Oristano. La costa settentrionale presenta il tortuoso Golfo dell'Asinara e le larghe insenature, fino a Punta Falcone. Alle due estremità dell'isola troviamo delle piccole isole che stanno poco distanti dalla costa. Le principali sono: a nord l'Asinara, la Maddalena, Caprera, Molara e Tavolara; a sud San Pietro e Sant'Antiocco di origine vulcanica, che per un breve tratto è attaccata alla terraferma.


STORIA
Sebbene frequentata sin dalla preistoria (i primi insediamenti umani si fanno risalire intorno al 6.000-5.000 a.C.), l'isola non ha mai elaborato una forma associativa unitaria. Quella della civiltà nuragica fu un'epoca di indipendenza ma anche di relativo isolamento dai grandi movimenti culturali del Mediterraneo. Ciò che oggi resta di quel passato si esprime perciò in un segno archeologico del tutto peculiare, di cui il nuraghe è l'immagine più eclatante. Altro tratto tipico dell'archeologia sarda è la dislocazione dei monumenti e delle opere architettoniche, sparse nel territorio in aperta campagna in una suggestiva integrazione con l'ambiente naturale. Assieme ai nuraghi, altri segni del passato come le domus de janas, i pozzi e i templi sacri, le tombe dei giganti, le grandi pietre fissate nel suolo (i betili o menhir dell'architettura megalitica). La frequenza di queste tracce è notevole. In tutto il territorio si contano infatti circa 7000 nuraghi e centinaia di altri monumenti archeologici.


ARTE E ARCHITETTURA
La storia architettonica in Sardegna ha le sue origini più remote nell'età paleocristiana. Le chiese più importanti sono quella di San Saturnino a Cagliari (sec.V, uno dei monumenti precristiani più interessanti d'Italia) e di San Giovanni di Sinis, nei pressi di Cabras, risalente al sec. VI. L'età romanica si rivela, dal punto di vista architettonico, la più significativa, ricca e varia. Ad un primo romanico (sec. X1) appartengono la chiesa di Santa Sabina di Silanus e la parte centrale di San Pietro di Bosa. Ad una successiva corrente del romanico risalgono invece la parrocchiale di Sant'Antioco (1102) e le caratteristiche chiesette di Santa Maria di Sibiola nei pressi di Serdiana e di San Platano di Villaspeciosa. Di derivazione toscana è la terza corrente del romanico, cui appartiene il primo impianto della chiesa di San Gavino a Porto Torres, di grande forza espressiva. A tale modello si rifanno gli architetti della chiesa di San Leonardo a Santulussurgiu e della cattedrale di Santa Giusta nei pressi di Oristano. Del medesimo filone si hanno vari esempi nell'Oristanese, con la cattedrale di Terralba, il primo impianto di Santa Maria di Bonarcado (1147), San Paolo di Milis e San Palmerio di Ghilarza (sec. XII). L'edificio più rappresentativo del gusto architettonico locale è la cattedrale di Ottana, in trachite nera e violacea. Ad una fase più tarda del romanico ( XII-XIII), in cui si amalgamano gli influssi Toscano e Lombardo, appartengono alcuni tra i monumenti medievali più importanti dell'isola e d'Italia quali la basilica di SS. Trinità di Saccargia nei dintorni di Codrongianus; la chiesa Romanico-Pisana di Nostra Signora di Tergu vicino all'omonimo paese; la basilica di S. Antioco di Bisarcio, uno dei monumenti più importanti della Sardegna, edificata nei dintorni di Ozieri; la maestosa basilica di San Pietro di Sorres, una delle più importanti costruzioni romaniche italiane, completata alla fine del sec. XII. Della vitalità del tardo romanico in Sardegna sono testimonianza la cattedrale di San Pantaleo di Dolianova (1261), la chiesa di San Gemiliano di Sestu e quella di Santa Maria di Betlem a Sassari. Già di gusto gotico è la chiesa di San Pietro di Zuri, progettata da Anselmo da Como, l'unica in Sardegna di cui si conosca l'architetto. Fra le fortificazioni medioevali di cui restano tracce significative, ricordiamo i ruderi del Castello del Goceano (1129), del Castello di Serravalle, eretto dai Malaspina nei pressi di Rosa nel 1112, e del Castello dell'Acquafredda vicino a Siliqua (sec. XIII). Importanti le cinte murarie di Iglesias, di Sassari, di Oristano e soprattutto di Cagliari. Nel capoluogo si trovano inoltre il Castello di S. Michele e le torri dell'Elefante (1307) e di S. Pancrazio (1305). Esempio più significativo dell'architettura Catalano-Aragonese è senza dubbio la città di Alghero, con le molte opere di interesse civile e militare. Fra gli edifici di carattere difensivo-militare segnaliamo il castello di Laconi, la Casa- forte di Villasor, la Torre di Ghilarza e i bastioni cinquecenteschi di Cagliari. Infine, come esempi dell'architettura civile di questo periodo, citiamo la Casa di Eleonora a Oristano e l'Episcopio d'Usini a Sassari (1577). Nel Settecento furono realizzate numerose opere militari sopratutto ad Alghero e a Cagliari. Fra gli esempi di edilizia civile è da segnalare il Palazzo dell'Università, il Teatro e il Seminario Tridentino, tutti a Cagliari. Sempre in ambito civile merita una menzione il Palazzo del Duca dell'Asinara a Sassari.


I NURAGHI
I numerosi nuraghi disseminati nell'isola di Sardegna occupano certamente un posto di rilievo fra i monumenti lasciati nel bacino del Mediterraneo Occidentale dalle varie culture che nell'antichità vi si sono succedute. Questi maestosi edifici hanno un ruolo fondamentale nel paesaggio sardo, tanto da imprimersi nella mente del visitatore come elemento caratteristico di una terra misteriosa e straordinaria e da assurgere a simbolo ed emblema di un intero popolo. Sono circa settemila i nuraghi che, conservati più o meno bene, sono giunti fino a noi, ma all'origine e prima delle molte distruzioni cui sono andati incontro, il loro numero doveva essere certamente maggiore. Il nome di questo caratteristico monumento deriva dal vocabolo nurra, che significa "mucchio", "accumulo", ma anche "cavità". Ed è forse proprio per questo doppio significato che il termine è stato applicato alla forma originaria del nuraghe, una costruzione venuta su per "accumulo" di grosse pietre con interno occupato da una camera coperta a cupola e pertanto "cava". Per chi desiderasse visitare qualcuno dei numerosi nuraghi sparsi sul suolo sardo, ricordiamo innanzi tutto il ben noto "Su Nuraxi" ubicato nella fertile regione della Marmilla, lungo la strada provinciale che dal paese di Barumini conduce a quello di Tuili. Il nuraghe, di tipo polilobato, si erge su un breve altipiano, a circa 230 m. di quota, e mostra una torre centrale circondata da un bastione con quattro torri, a sua volta contenuto in un vasto antemurale dalla pianta all'incirca esagonale, munito di sette torri e di altrettante cortine rettilinee di unione e di due ingressi contrapposti. Di estremo interesse è anche il nuraghe Losa, ubicato circa 3 Km. a sud del paese di Abbasanta, nella provincia di Oristano e raggiungibile dalla strada statale 131. Il complesso nuragico, che sorge al centro di un vasto altopiano basaltico, è costituito da un nuraghe trilobato, difeso originariamente da un antemurale turrito (di cui oggi residua solo un breve tratto murario provvisto di due torri) e dall'adiacente villaggio, il tutto racchiuso entro una grande muraglia ellissoidale provvista di torrette d'accesso e di numerosi ingressi di servizio. All'interno delle antiche torri si conservano le camere originarie, con le tholoi di copertura e le grandi le nicchie, le scale intermurarie che salgono al terrazzo, gli anditi e i corridoi di comunicazione. Una sapiente illuminazione rende la visita ricca di suggestioni. Degno di visita è il nuraghe Orrubiu, situato a circa 500 metri di altitudine, su un altopiano che domina i paesini di Nurri ed Orroli. Poderoso esempio di nuraghe pentalobato, mostra una torre centrale circondata da un bastione a cinque torri, a sua volta racchiuso entro un antemurale munito di sette torri e rinforzato a sud-est da una seconda cinta con altre cinque torri. Ed infine consigliamo di visitare il nuraghe Palmavera situato sulla via che congiunge il golfo di Alghero con quello di Porto Conte. Il complesso è costituito da una torre antica, cui fu aggiunto in tempi successivi un rifascio di forma irregolarmente ellittica ed una seconda torre comunicante con un cortile centrale. L'insieme è delimitato da un antemurale con quattro torri capanne intorno al quale era disposto l'antico villaggio.

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